Edizione 2026

Il corpo è il nostro primo “ciao” al mondo.
È lo spazio dove ci incontriamo, dove balliamo la danza della vita e dove impariamo a diventare chi siamo. Il Festival Bab è tornato e siamo pronti come ogni anno, a scoprire con voi nuove trame per poter crescere e imparare insieme.”

IN FASE DI PREPARAZIONE


“CORPI. MAPPE PER ABITARE IL MONDO”.

Il corpo è sempre avventura. Presenta e rappresenta la prima avventura per ogni soggetto, per ogni forma d’esserci. Il farsi corpo è il momento decisivo dell’incontro fra realtà e vita. Il corpo è il cardine sul quale ogni avventura ruota ed ogni avventura porta nella realtà un cambiamento, un’esperienza, una storia di formazione. 

Il ritmo del corpo è il ritmo della vita, così come ci è dato di conoscerla. È sempre il corpo che accoglie per primo l’avventura dell’esserci. È sempre il corpo che, una volta accolto, deve separarsi dall’altro. Il corpo accoglie prima di tutto attraverso i sensi, si separa attraverso i sensi.

C’è un sapere del corpo, ma allo stesso tempo viene a noi un sapere dal corpo. Diceva Friedrich Nietzsche che bisogna ascoltare e indagare le ragioni del corpo e non “semplicemente” pensarle.

Corpo insegnante e corpo insegnato, corpo che forma, che deforma e corpo che è formato e deformato. Corpo che può e non può fare. Corpo potente e corpo soggetto al potere. Corpo che è spazio, di mondo e nel mondo, organizzatore del rapporto con la realtà che sta fuori dal corpo, con la realtà che si sente dentro il corpo, in un “dentro” che è sempre immagine, metafora, simbolo più che un’evidenza nel reale.

Si vuole far parlare il corpo, si scopre, a proposito e a sproposito, un “discorso sul corpo”, si vuole che esso si liberi o si esprima, come se lo scopo fosse quello di scoprire una lingua del corpo alla quale subordinare la comprensione e l’analisi dell’esperienza di una dimensione in continuo mutamento. La metamorfosi è l’avventura primordiale. 

Il corpo è anche una avventura politica, che mette al centro molteplicità e singolarità come territori di confronto e esplorazione, come condizione di un essere al mondo in continuo movimento e garanzia che questo movimento possa essere e non fermarsi. L’infanzia è maestra in questo, citando Giorgia Grilli proprio per quel “non-finito che caratterizza l’infanzia. A partire proprio dal corpo infantile, un corpo morbido, fuggente, caratterizzato da tale plasticità, ricettività, disponibilità, apertura […] da rendere il bambino in teoria passibile d qualunque trasformazione e contaminazione con altre forme del vivente”.

La questione fondamentale della letteratura per l’infanzia come letteratura – scrive di nuovo Grilli in un suo testo, e, di conseguenza, anche di essa come campo di studi accademico – è che si tratta di una ‘terra di confine,’  di una letteratura con una natura ambivalente, sospesa come si trova, a molti livelli, tra l’adulto (che la scrive, la pubblica, la acquista, proietta le proprie idee o i propri desideri su di essa) e il bambino (che è il destinatario presunto, il protagonista finzionale di molte delle storie, la figura reale o ideale dietro e dentro questi libri, la dimensione esistenziale che gli adulti hanno in mente, quando scrivono ‘per l’infanzia’).

L’avventura del Bab questa volta propone di esplorare questa terra di mezzo a partire dalle potenzialità immaginative e pedagogiche dell’albo illustrato, della letteratura, dell’illustrazione, della musica, della poesia, del teatro puntando la lente interpretativa e l’attenzione sulle figure del corpo e della corporeità nell’immaginario dell’infanzia, della giovinezza, dell’età adulta, dell’età avanzata per esplorare le precomprensioni e le rappresentazioni che tutti noi frequentiamo insieme nello spazio della comunità educante che abita il mondo e dentro  di esso cerca di dar voce ai linguaggi del corpo e alle sue molteplici voci.

Direzione scientifica

  • Francesco Cappa
  • Ilaria Tontardini
  • Giordana Piccinini
  • Emilio Varrà