Edizione 2021

EDIZIONE 2021

Il tatto è il senso della reciprocità: non possiamo toccare senza essere a nostra volta toccati dall’ altro.
È attraverso le dita di una sapienza bambina che iniziamo a conoscere l’ attorno e a leggere i segni del mondo, toccando e dando vita alle cose.
Contatto è incontro, ricerca dell’ altro da noi senza il quale la vita si contrae confinata nell’ angusto perimetro del proprio io.
E poi… il contatto, il tatto delicato di una carezza che arriva oltre la pelle, interpella l’ anima, l’ invita a dispiegarsi.
Guardare all’ infanzia significa accogliere la possibilità di entrare in contatto con il seme di futuro che fa germoglio dentro ogni bambino e bambina.
Gabriel Garcia Marquez lo chiama “ il proprio giocattolo”, il Daimon che anticipa l’ aspirazione verso ciò che siamo chiamati a desiderare diventando architetti delle nostre vite.
Quante volte gli adulti si accorgono del misterioso brulichio di possibilità che si agita nel pensiero bambino?  Quante volte prestano ascolto alle loro voci sottili che raccontano il sogno del diventare senza forzare verso un altro senso? 
La felicità pulsa in questo preludio del futuro, in questo poter dire e dirsi quale vocazione si agita nel quotidiano dei piccoli che immaginano il domani.
La festa della letteratura può rappresentare, io credo, il ponte per riconoscere e alimentare la presa di contatto con il proprio essere, scoprendo il nucleo profondo, la propria ghianda come la chiamava James Hillman, attraverso le storie di altro da me eppure così capaci di rivelarmi, di scoprirmi.
Sono frammenti di visioni che custodite nel nostro immaginario,  illuminano i passi futuri verso una ricerca di sè  tutta racchiusa nell ‘antico e universale invito a : non arrivare mai secondi a se stessi.

Mara Durante
(Direttore scientifico della Festa BaB)

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